venerdì 24 agosto 2012

Progetto custom futuro

In un futuro mooooooooolto futuro, le mie serate invernali (se mai arriveranno!) saranno volte alla realizzazione dei custom di Candy e Terence in divisa scolastica. Sarà dura!



giovedì 23 agosto 2012

Shodō 書道

Una cosa che mi ha sempre appassionato è la calligrafia.
La mia calligrafia, arrivata a piena maturazione alle medie, non era particolarmente piacevole da vedersi. Non che fosse "da gallina", intendiamoci, ma sulle pagine il colpo d'occhio finale non era piacevole. Così cominciai a "costruirmi" una calligrafia. Sbirciavo le calligrafie delle mie compagne di classe e prendevo spunto da quelle che mi piacevano di più: da una prendevo il modo di scrivere le lettere maiuscole, da un'altra prendevo le minuscole, da un'altra ancora l'inclinazione del testo. Poi miglioravo il tutto a mio piacimento, fino ad ottenere quella che è stata la mia calligrafia per anni.
Ho quasi sempre scritto con penne stilografiche perchè mi piaceva la leggerezza con cui rilasciavano l'inchiostro sul foglio e il fascino del tratto più o meno spesso in base all'inclinazione data al pennino.
Per me scrivere era un'arte, un piacere. Un qualcosa da migliorare e rendere sempre più bello alla vista.
Ho anche comprato un libro ed una stilografica a punta piatta per imparare a scrivere le lettere gotiche.
In una realtà in cui non esistevano ancora i computer e i cellulari, con la calligrafia gotica scrivevo i biglietti d'auguri e gli inviti alle feste, suscitando in chi li riceveva stupore e ammirazione.
In questo tipo di scrittura, ogni lettera viene disegnata seguendo un preciso ordine dei tratti, una precisa inclinazione e una determinata pressione.
Per chi, come me, si è avvicinato allo studio del giapponese saprà che anche per quanto riguarda hiragana, katakana e kanji il concetto è bene o male lo stesso: ogni sillaba o ideogramma segue un ordine e una direzione ben precisa dei tratti.
I giapponesi hanno fatto della scrittura dei kanji una vera e propria arte, lo shodo, che letteralmente significa, appunto, arte della scrittura.
In Giapopne non è difficile imbattersi in negozi specializzati nella vendita di strumenti per lo shodo. A volte sono negozi antichi, ancora legati alle tradizioni delle generazioni passate ma spesso sono anche negozi moderni o addirittura i grandi magazzini. Io sono stata tentata di comprarmi un kit shodo per principianti proprio in un reparto del Tokyu Hands! Tuttavia ho desistito e mi sono limitata a comprare quella che è l'evoluzione moderna del pennello e dell'inchiostrro: il pennello a cartucce!


Il concetto è del tutto simile a quello della stilografica, solo che al posto del pennino ci sono le setole del pennello. Nella foto sono ancora bianche perchè non avevo ancora inserito la cartuccia di inchiostro ma una volta inserita, l'inchiostro cola, per gravità, fino alla punta e si è subito pronti a scrivere! Una volta terminato, si chiude col tappo e si ripone fino all'utilizzo successivo. Niente sporco, niente gocciolamenti e nessun bisogno di intingere in continuazione il pennello! In altre parole, ecco come dissacrare un'arte antica di secoli!



domenica 19 agosto 2012

Casetta di Hansel e Gretel

In questo ultimo giorno di vacanza, ho portato a termine la casetta di Hansel e Gretel.
Ho utilizzato di nuovo un barattolo come per la prima casetta ma questa volta ho voluto mettere in atto il suggerimento di una ragazza che segue il blog (grazie Gianduiotta!) inserendo un camino come presa d'aria per permettere alla candela di bruciare anche col coperchio chiuso.


Un paio di giorni fa, in un supermercato, mi sono imbattuta in questi meravigliosi album contenenti cartoncini con motivi vari.
Il bello di queste stampe è che sono parzialmente in rilievo ed i decori sono fatti con brillantini.


Un album è a tema autunnale, mentre l'altro è a tema romantico.
I fogli mi saranno utilissimi come sfondo per le foto dei miei lavoretti!


giovedì 16 agosto 2012

Macarons

In Giappone li ho visti spesso esposti nelle vetrine delle pasticcerie, nella loro esplosione di colori: sono i macarons. Sempre osservati con curiosità' ma mai assaggiati.


La pasta della Tamiya, poiché essicca all'aria, una volta aperta, va usata. Siccome mi trovo in questa condizione di creatività "a perdere", ho deciso di utilizzare quella rimasta per farmi un po' di macaron.
Cosa intendo per creatività "a perdere"? Intendo quelle cose che realizzo senza doverci mettere troppo impegno e che si terminano in poche ore. Quelle cose che creo più per esperimento e per pratica che non per reale utilità. Quelle cose che si ripongono nelle scatole in pochi minuti nel caso in cui dovessi aver bisogno di spazio.
Ecco quindi che la pasta della Tamiya e i macaron si prestano a questa fase di sperimentazione coi gessetti!


Sono partita da quelli rosa.
Ho grattato col cutter un pò di polverina dal gessetto rosa.


Ho preso una pallina di pasta 


e l'ho unita alla polverina.


Una volta impastata, il risultato è stato questo:


Con l'impasto ottenuto ho creato la parte esterna dei macaron.


Se coi gessetti ho colorato la pasta, perchè non provare a colorare la panna!
In un contenitore ho grattato un altro po' di gessetto rosa


ho aggiunto la panna e ho mescolato fino ad ottenere un colore uniforme.


Con la panna (a cui mancava solo l'odore di fragola per sembrare vera in tutto e per tutto!) ho farcito i macaron!


Con lo stesso procedimento ho fatto gli altri in tanti colori.
Per creazioni di questo tipo la pasta modellabile e la panna Tamiya si sono rivelate davvero impareggiabili: per la velocità di manipolazione, la facilità di colorazione e per la leggerezza.


Messi su un vassoio tutti insieme, sono un'idea simpatica per dare un tocco di colore come centrotavola!



mercoledì 15 agosto 2012

Pasta modellabile Tamiya parte 2°

Tornando alla pasta modellabile della Tamiya, ho scoperto che colorarla a pennello con la polvere dei gessetti non è la soluzione giusta. Questo perchè la polvere, pur aderendo alla superficie, continua comunque a macchiare le dita e in caso ci sia bisogno di pulire le decorazioni, il colore viene via.
Ieri ho fatto un secondo tentativo mescolando la polvere alla pasta ed il risultato è stato ottimale! Il colore essicca con la pasta e non macchia più.
Questo il risultato: piccoli bigné, riempiti poi con panna Tamiya.


domenica 12 agosto 2012

Dessert Topping Master Tamiya

Continua il mio test sui prodotti acquistati in Giappone durante l'ultimo viaggio.
Questa volta è toccato al tubetto di panna della Tamiya. Il prezzo per 100 ml è di 820 yen, circa 8 euro.
Questa panna è leggerissima, a base d'acqua e praticamente priva di odore. La superficie essicca in un`oretta mentre l`essiccazione totale avviene in un paio di giorni.
Per ricreare la panna io ho sempre utilizzato il silicone bianco e dopo aver provato il prodotto della Tamiya, tutto sommato credo che continuerò a farlo! Per quanto il tubetto sia di più facile utilizzo, la consistenza non e` tale da riuscire a mantenere in posizione i pezzi che vengono inseriti per la decorazione. Così, quando si pensa di aver teriminato il lavoro, eco che ci si ritrova a riposizionare e a sorreggere i dolcetti che nel frattempo hanno assunto posizioni inquietanti! 
Credo che la panna della Tamiya sia stata concepita più che altro per decorare torte e gelati e questo ruolo lo ricopre egregiamente dato che si tratta di un ottimo prodotto, con una resa del tutto uguale al prodotto reale. Se invece si vuole decorare il tappo di un barattolo, inserendo biscottini e caramelle in Fimo, penso che il silicone sia migliore, anche se bisogna sopportare l`odore di acetone per alcuni giorni!
La panna Tamiya l`ho utilizzata per due barattolini (quelli della foto qui sotto) alti circa 8cm con decorazioni dai 2 ai 3cm. Penso che per decorazioni più grandi non sarei riuscita ad ottenere un risultato decente. 



sabato 4 agosto 2012

Pasta modellabile Tamiya

Col caldo è risaputo che io vada in stato catatonico, ritrovandomi ad oziare sotto l'aria condizionata per intere giornate!

Tuuuuuuuuttavia ho cominciato un po' a dedicarmi ai regali di Natale!
Lo scorso dicembre in Giappone ho acquistato un po' di materiali nuovi e ho deciso di provarli. Tra questi la pasta della Tamiya.


E' una pasta bianca, morbida e leggerissima, che serve per riprodurre, con l'aiuto di stampi, biscotti, torte, gelati e dolcetti vari.


A differenza del Fimo, la pasta della Tamiya essicca all'aria in poche ore mantenendo una consistenza spugnosa. Per chi la conosce, ricorda un po' la pasta Fuwa Fuwa ma col vantaggio di non essere così fragile e di essere resistente all'acqua.
La Tamiya, però, è bianca e va colorata.


Ho scoperto solo in un secondo momento che esistono coloranti appositi, da mischiare alla pasta, rendendola già del colore desiderato, così come esistono polverine (simili agli ombretti per gli occhi) da usare  sulla pasta già essiccata, per ombreggiare e dare un effetto più realistico.


Io ho ovviato alla mancanza utilizzando la polverina dei gessetti colorati ottenendo questo primo risultato.