mercoledì 4 maggio 2011

Bandai Museum, bacchetta di Creamy e terremoto

Giovedì 07 Aprile

Dopo averci dovuto rinunciare l'anno scorso a causa di lavori di manutenzione, quest'anno finalmente abbiamo potuto visitare il Bandai Museum. Grandi aspettative per questo luogo che da Tokyo si è trasferito in periferia, in un ambiente molto più grande capace di ospitare centinaia di tesori storici, in una città chiamata おもちゃのまち, città dei giocattoli. Chissà quale luogo magnifico!!!

Beh.....NO! E per quanto mi riguarda, questo è una delle mete che verrà per sempre depennata dalla mia lista dei luoghi da visitare!
La Città dei Giocattoli si presentava come un luogo deserto, senza negozi, poche case e pochissime persone... In 20 minuti di strada per arrivare al Bandai avremo incontrato 5 persone, a dir molto!


Questo invece è la facciata del Bandai.
Fortuna che non siamo andati in macchina se no non avremmo saputo dove parcheggiare!!!!! (....mi sono fatta prendere dal sarcasmo!!)

Il bello è che si paga anche per entrare e non ha molto di più da offrire della Toei, dove almeno la visita è gratis!
Di interessante c'è il busto in scala 1:1 di Gundam ma quello si può vedere anche stando sulla porta, dato che è subito all'ingresso!

Per il resto una galleria molto grande dei giochi prodotti dalla Bandai, dagli inizi ad oggi, ma, come per la Toei, non sono tenuti molto bene. Insomma, io non capisco: quelli sono i loro prodotti, dovrebbero essere il loro orgoglio, eppure danno l'idea della trascuratezza.
Ad ogni modo ci sono dei gadget bellissimi e rarissimi.

Questo il carillon di Sailor Moon, la Star Locket. Quasi introvabile e quando la si trova ha dei prezzi elevatissimi. Io però ho sempre visto quella dorata. Di quella rosa ignoravo completamente l'esistenza!

Collezione Sailor Moon:




Vecchi giochi di Candy Candy:

Lo scettro di Card Captor Sakura:



Questo un bellissimo scrigno di Marmalade Boy:

La corona di Minky Momo:


Vecchi giochi di Creamy e prima bacchetta:



Per quanto riguarda i mezzi da prendere per arrivare al Bandai.....ahhhhhhhh.....questa è una lunga storia!!!
Le informazioni su come arrivare là non sono tantissime e il sito ufficiale riporta una piantina con una fermata (Omocha no Machi) che non è su una linea diretta che parte da Tokyo. L'alternativa riportata è quella di partire da Ueno con la Utsunomija Line e di arrivare fino a Ishibashi e da lì prendere un taxi fino al museo. Io, con in tasca un JRP pagato un capitale, non avevo la minima intenzione di prendere un taxi così ho cercato si studiare un percorso alternativo. Purtroppo, comunque, la fermata per il Bandai non è su una linea JR quindi un breve tratto di metro va pagato.
In sostanza come alternativa si può partire da Shinjuku con la Shonan Shinjuku Line o da Ueno con la Utsunomiya Line ed arrivare fino ad Oyama. Da lì si prende la Ryomo Line fino a Tochigi. Il tratto Tochigi / Omocha no Machi non è più di competenza JR, quindi bisogna pagare, ma di sicuro si spende molto meno che prendere un taxi!

Al ritorno ci siamo fermati a Nakano e nel negozio Mandrake ho visto LEI! Ne sono state prodotte solo 500 pezzi! La perfetta riproduzione della bacchetta di Creamy! Un sogno!


Il prezzo purtroppo non è venuto fotografato (e di questo me ne sarei pentita il giorno dopo!) ma ammontava a 21.000 yen (175,00 euro). Sapevo della messa in commercio di questo meraviglioso oggetto ma non pensavo che sarebbe stato possibile trovarlo in quanto risaliva a dicembre del 2010. Inoltre non avevo idea di quale fosse stato il normale prezzo di vendita e 21.000 yen mi sembravano un po' tantini. Così non l'ho comprata (e anche di questo me ne sarei amaramente pentita il giorno dopo!!).
Dopo cena siamo tornati in hotel ma io continuavo a pensahttp://www.blogger.com/img/blank.gifre alla bacchetta e so che quando comincio ad avere il chiodo fisso di una cosa, il passo da guardare a comprare è veramente breve!
In camera ho letto un po' di informazioni riguardanti la bacchetta. Il prezzo ufficiale di vendita dello Studio Pierrot era di 13.650 yen (115,00 euro) ed un ricarico di 60,00 euro su un pezzo così raro non mi sembrava eccessivo. Inoltre la bacchetta ha all'interno della scatola un certificato di autenticità con il numero seriale.
Dentro di me ormai sapevo che il giorno dopo sarei dovuta tornare a Nakano e soddisfatta sono andata a letto!

Ero già profondamente addormentata quando mi sono svegliata di soprassalto: una forte scossa di terremoto stava scuotendo la camera. Erano le 23.40. Non so quanto tempo avessi impiegato a svegliarmi ma di solito il mio tempo di reazione, anche in pieno sonno, è molto breve. Sono schizzata fuori dal letto ed ho atteso che la scossa finisse. Scosse così forti e così lunghe non le avevo mai sentite. Il tempo si dilata e i secondi diventano minuti. Ti sembra che il pavimento non smetta più di muoversi. Il tintinnio dei flaconi nel bagno mi è sembrato eterno. Non ero presa dal panico ma la paura che quella scossa potesse causare qualcosa di peggio l'avevo. In fondo la centrale era ancora in condizioni critiche.
Ho aperto la porta della camera e nel corridoio regnava la calma assoluta. Dalla finestra ho visto passare delle persone che tranquillamente continuavano a parlare. A quel punto mi sono un po' tranquillizzata e ho acceso la TV. La NHK era già in diretta per dare gli aggiornamenti. In basso a destra la cartina del Giappone con la costa evidenziata di giallo lampeggiante: basso rischio tsunami. Si prevedeva un'onda dai 50 cm ad 1 metro di altezza ma alla fine non è arrivata neanche quella e l'allarme è presto rientrato.
Inutile dire che vivere cose di questo genere da casa (come mi era capitato tutti i giorni dall'11 marzo) o viverle sul posto è completamente diverso. Una scossa di quel tipo la si può descrivere ma non si riuscirà mai a trasmettere le sensazioni che provoca. Inoltre la consapevolezza di avere la centrale nucleare a così breve distanza ti fa sentire davvero in pericolo. Lo ammetto, in quel momento ho pensato che non sarei mai dovuta partire! Ho fatto fatica a riaddormentarmi. Troppa adrenalina in circolo e troppi pensieri che mi affollavano la mente. Poi però, presa dalla stanchezza sono crollata in un sonno profondo fino al mattino successivo.

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