venerdì 29 aprile 2011

Intervallo

Una cosa che in Giappone non passa certo inosservata è la cura con cui vengono imbustati gli acquisti in generale. Dalla cosa più economica a quella più costosa, il commesso, o i commessi, (perchè a volte sono in due a prendersi in carico l'acquisto!) ripongono con la massima attenzione l'oggetto dentro alla borsina, mettono un pezzettino di scotch per chiuderla, arrotolano i manici e ve la porgono. La borsina deve essere passata dalle loro mani alle vostre e mai verrà appoggiata sul bancone. Se per caso state ancora mettendo il resto nel portafogli, aspetteranno pazientemente che finiate per porgervela e solo in quel momento vi verrà rivolto un inchino di ringraziamento.
Incredibile anche la bellezza con cui vengono preparati i pacchetti di dolci da regalare.
A volte viene da comprarli anche solo per la confezione, come questa:


Sono cioccolatini al cioccolato bianco al sapore di sakura. Non li ho ancora assaggiati quindi non so come sia il sapore del fiore di sakura, ma in primavera, fanno la loro comparsa sulle bancarelle molti dolci con questo aroma, come il tè, il gelato, i biscotti e il KitKat!


giovedì 28 aprile 2011

Arrivo a Tokyo

Martedì 05 Aprile

Il check in in hotel era previsto solo dalle 15 in poi, quindi abbiamo lasciato i bagagli alla reception e siamo andati a fare un giro. Abbiamo cercato l'altra fermata della metro e da lì siamo andati subito ad Akihabara!
Abbiamo ritrovato la ramenya in cui abbiamo mangiato diverse volte l'anno scorso,

Yodobashi Camera,


Radio Kaikan, Sega Club e tutti gli altri luoghi che sanno come far felice un otaku!
Io quest'anno, poi, avevo un sacco di cose a cui dare la caccia e le mie aspettative non sono state disattese!
Il pomeriggio è passato velocemente e, abbastanza stanchi, siamo tornati in hotel per prendere possesso della camera.
Siamo stati assegnati alla 212, al secondo piano. La camera, molto piccola, soprattutto per chi viaggia con due valigie e due borsoni, era comunque molto carina e ben tenuta. Non ho l'abitudine di scattare foto ma ne ho presa una dal sito dell'hotel!

Tavolino con connessione LAN, bollitore per l'acqua, TV a schermo piatto (nell'hotel dell'anno scorso avevamo un tubo catodico del 1800 che si accendeva per mezz'ora inserendo 100 yen =.=), comando luci e orologio/sveglia nella testiera del letto, bagno con washlet e ............finestra sigillata. Già. Questa l'unica nota dolente. La finestra non si poteva aprire e la temperatura in camera raggiungeva livelli altissimi, tanto che a volte dovevamo tenere aperta la porta che dava sul corridoio dell'hotel. Fortuna che eravamo a Tokyo e non a New York!!Quella sera ho dato un'occhiata veloce a facebook e sulla pagina di Japan no Yume qualcuno aveva pubblicato l'articolo apparso la mattina sul quotidiano Il Gazzettino di Venezia, proprio riguardante il caso Alitalia. Il primo segnale, dopo giorni di battaglia, che qualcosa si stava muovendo!



Subito dopo aver informato casa di essere arrivati, siamo andati a letto.Noi, per fortuna, non abbiamo la minima idea di cosa significhi la parola jat-lag, perchè, nè all'andata, nè al ritorno abbiamo mai avuto problemi di sonno! Non appena sopraggiunge il buio ci addormentiamo fino alla mattina seguente!
E così è stato anche per quella prima notte a Tokyo!

martedì 26 aprile 2011

Intervallo

L'incenso giapponese è noto per la delicatezza delle sue fragranze. Completamente diverso a quegli odori acri e fastidiosi degli incensi indiani.
L'incenso, o お香 okoo, in giapponese, viene principalmente venduto in bastoncini (線香 senkou) da bruciare.
A Kyoto ne ho trovata una confezione così elegante e delicata che non ho potuto fare a meno di comprarla.
La casa produttrice è una tra le più conosciute. La 日本香堂 Nippon Kodo
La confezione Yume no yume (sogno dei sogni) è quella della linea primaverile, alla fragranza dei fiori di susino.

I preparativi e la partenza

Presa la decisione di partire, le cose da fare in soli 3 giorni erano davvero tante. Innanzi tutto trovare degli Yen, che io avevo disdetto alla mia banca giorni prima. In un solo giorno di sicuro la banca non se li sarebbe potuti procurare. Hanno però fatto un paio di telefonate e mi hanno indirizzato verso un'altra filiale che aveva a disposizione il corrispondente di 800 euro. Poi fare scorta di scatolette per milky, Beauty e Joey. Comprare le marche da bollo per i passaporti. Preparare le valigie. E in tutto questo trovare il tempo di rendersi conto che saremmo partiti davvero!!

Lunedì 04 Aprile 2011
Il lunedì la partenza era fissata per le 7 da Bologna. Scalo a Roma. Scalo a Osaka e finalmente arrivo a Tokyo, il giorno dopo, alle 10 circa. Lo scalo ad Osaka è stato definito "tecnico" da parte dell'Alitalia ma in realtà serviva solo per sostituire l'equipaggio italiano (che non voleva arrivare fino a Tokyo...) con un equipaggio giapponese.
Anche tra i passeggeri gli italiani erano pochissimi. Noi più un altro gruppetto di ragazze che rientravano in Giappone dopo esserne venute via durante l'emergenza nucleare. I rimanenti tutti giapponesi. In totale saremmo stati in 50 su un aereo da 400 posti! Inutile dire che abbiamo viaggiato comodissimi, con 3 seggiolini a testa, e il tempo è passato molto più velocemente tra un pisolino e un film. Avevo letto cose bruttissime sul servizio Alitalia e, in aggiunta alla mia incazzatura per non averci rimborsato i biglietti, partivo anche molto prevenuta. Invece, oggi come oggi, devo spezzare una lancia a loro favore. Hanno lavorato molto bene. Il mio terrore più grande era quello di non trovare i bagagli all'arrivo, invece sono arrivati senza problemi! Molto bella anche la scelta dei film a bordo che, a differenza della SAS, non sono in loop continuo ma si può farli partire e mettere in pausa quando si vuole.
L'aeroporto di Narita si è presentato in modo completamente diverso rispetto all'anno scorso. Le persone al controllo passaporti erano pochissime e abbiamo sbrigato tutte le pratiche in pochi minuti. Ci siamo diretti al piano di sotto per scambiare il Japan Rail Pass e per fare i biglietti per il treno per Tokyo.
Anche all'ufficio JRP non c'era nessuno (l'anno scorso c'era la fila fino a fuori!) e siamo stati serviti da 2 addetti gentilissimi, che ci hanno anche informato che il Narita Express aveva ripreso a viaggiare proprio quel giorno e che quindi avremmo potuto sfruttare già da subito il pass.


Ritrovare quell'atmosfera di gentilezza, quell'organizzazione, quella puntualità e quella pulizia mi ha fatto sentire a casa. Come se io avessi sempre vissuto lì. Gran bella sensazione sentire il Giappone come tuo!
Nel binario di fianco al nostro partiva il nuovo Skyliner! Bellissimo!!
La foto è effettivamente un po' scura.... ^_^'



Questo invece il nuovo N'EX:



Col treno siamo arrivati a Tokyo e da lì abbiamo preso la JR Sobu Line fino a Bakurocho, dove avremmo dovuto cercare l'hotel. Avevamo pensato di prendere un taxi da Tokyo all'hotel ma dalla piantina sembrava abbastanza agevole raggiungere l'hotel, così abbiamo deciso di risparmiare i soldi del taxi.
Scesi a Bakurocho e raggiunta la sommità della scalinata, meraviglia delle meraviglie, scorgiamo l'hotel dall'altra parte della strada!
Quest'anno avevo cercato un hotel più vicino ad una stazione JR ma non pensavo di averlo trovato così vicino!!!

I due vasi rossi all'ingresso mi hanno davvero fatto sorridere! Già dal giorno in cui avevo trovato questo hotel, avevo notato una certa rassomiglianza col nome dell'hotel in cui lavoro io, ma quando ho visto i vasi non ci potevo credere!!
Questo infatti è l'ingresso del mio hotel!


Comunque, tornando a Tokyo questo hotel si è rivelato da subito in una posizione strategicissima! Pur non essendo direttamente ad una fermata della Yamanote Line, avevamo vicino due fermate diverse: quella di Bakurocho (2 fermate da Tokyo) e quella di Asakusabashi (1 fermata da Akihabara).
Per capire meglio la posizione delle due fermate, ho fatto due crocette rosse sulla piantina qui sotto.Noi potevamo quindi scegliere di spostarci sulla Yamanote o di restare sulla Sobu Line (quella arancione, per intenderci) per raggiungere Shinjuku.
Anche Mitaka, dove si trova il Ghibli Museum, è su questa linea. Proprio al capolinea.
L'altra linea, quella blu, la Yokosuka Sobu Line, si sarebbe rilevata estremamente utile per raggiungere direttamente l'aeroporto di Narita, senza dover cambiare treno e doversi portare le valigie su e giù per le scale! I treni della Yokosuka Line non sono treni dedicati come il N'EX o lo Skyliner, quindi fanno tutte le fermate intermedie ed impiegano in media 1h e mezza per arrivare a Narita. Di conseguenza costano anche meno. Per la tratta Tokyo - Narita la tariffa è di 1280 yen (circa 10,50 euro) a fronte di 2400 yen (20,00 euro) da Ueno per lo Skyliner e di 2940 yen (25 euro) da Tokyo per il N'EX. Diciamo, però, che trattandosi di un treno normale non è attrezzato per chi trasporta molti bagagli, quindi se si deve raggiungere l'aeroporto nelle ore di punta si rischia di essere un po' nei piedi dei viaggiatori. Noi abbiamo preso quello delle 5:08 quindi non abbiamo avuto questo problema!

lunedì 25 aprile 2011

Intervallo

Oggi abbiamo aperto la scatola di biscotti comprata al Museo Ghibli. Davvero uno spettacolo!!








sabato 23 aprile 2011

La tragedia

Venerdì 11 marzo 2011
Era un venerdì apparentemente come tanti altri. Mi sono alzata verso le 8 e ho portato giù Milky. Mentre aspettavo pazientemente sulla panchina che lui facesse il suo giretto, pensavo a quello che avrei dovuto ancora preparare per il viaggio. Gli Yen da prenotare, i giorni da pianificare... A 23 giorni dalla partenza c'era ancora molto da fare. Poi sono tornata su, ho acceso il pc e ho letto della scossa di terremoto che aveva appena colpito il Giappone. Sul momento non avevo capito la gravità della cosa perchè ricordo di aver pensato: "Strano che una scossa faccia notizia: il Giappone è abituato al terremoto!" Ma mi è bastato accendere la tv per rendermi conto che non si trattava di una scossa ma DELLA SCOSSA. The Big One. E la aspettavano da tempo. Le notizie e le immagini si susseguivano in modo abbastanza surreale. Sendai non esisteva più. E questo non a causa del terremoto, quanto per lo tsunami, un'onda di 15 metri che si era abbattuta sulla costa, cancellando tutto quanto.
Ma le notizie peggiori dovevano ancora arrivare: lo tsunami aveva gravemente danneggiato la centrale nucleare di Fukushima, causando fuoriuscite radioattive.
A quel punto gli italiani che si trovavano in Giappone hanno formato un gruppo si facebook intitolato "Italiani in Giappone durante il terremoto" per scambiarsi informazioni sulla situazione. Molti volevano tornare in Italia ma i prezzi proposti da Alitalia per il volo erano a dir poco proibitivi. Si parlava di biglietti dal costo di 2500 euro minimo. E' stato lo scandalo. I giornali titolavano "Prezzi gonfiati Alitalia per far rimpatriare i connazionali". Bella figura di merda come sempre. A quel punto l'Alitalia è stata costretta ad offrire posti gratuiti o a tariffe agevolate, ma ormai la frittata era stata fatta.
Contemporaneamente cominciava a farsi sentire il problema di chi aveva acquistato un biglietto per il Giappone per quei giorni e per i mesi successivi e che, per ovvi motivi, non poteva partire. A differenza di tutte le altre compagnie aeree, che hanno rimborsato i clienti che avevano partenze anche fino a maggio, l'Alitalia si è contraddistinta nuovamente per la sua politica scorretta, rimborsando solo quelli che avevano partenza entro il 18 marzo.
A quel punto abbiamo formato un gruppo su facebook, Japan no Yume, costituito appunto da quelle persone che, data la situazione, dovevano rinunciare al viaggio e che volevano il rimborso totale del biglietto. Io ho passato un intero sabato sera a scrivere un documento che riassumesse tutta la situazione da spedire alle principali testate giornalistiche e televisive. Documento sottoscritto da 60 persone con lo stesso problema ed inviato a circa una cinquantina di indirizzi email, tra cui Striscia la Notizia, le Iene, Il Fatto Quotidiano, Indignato Speciale e tanti altri ma da NESSUNO abbiamo ricevuto due righe di risposta.
Intanto l'Alitalia offriva il suo "contentino", permettendo di motificare la destinazione, integrando "solamente" il costo del biglietto. Peccato che dovendo prenotare con così poco anticipo le tariffe promozionali non ci fosserò più e che quindi bisognasse aggiungere diverse centinaia di euro a persona. Ma poi, al di là di tutto, se io voglio andare in Giappone, perchè devo andare da un'altra parte?!!!!
I giorni passavano e la speranza di ottenere un rimborso andavano via via affievolendosi. Noi avevamo messo via l'idea di partire e ci eravamo rassegnati ad aver perso i soldi.
Intanto i media italiani parlavano di una situazione apocalittica: di una nube radioattiva che sarebbe arrivata fino in Italia. Di una Tokyo deserta e al buio. Di giapponesi fuggiti chissà dove. Possibile?!! No. Tutte balle. Balle all'italiana. Per fare sensazionalismo. La verità era ben diversa. La situazione era critica ma non al tracollo. Tokyo non era nè deserta nè al buio, anzi. Una fuga di radiazioni c'era stata ma adesso i valori delle città al di fuori del raggio di 30km era tornato al livello di base.
Il 4 aprile, giorno della partenza, si avvicinava sempre di più e le nostre convinzioni vacillavano. E se partissimo.....?! Un giorno era sì, quello dopo era no. Quanta frustrazione.....
Il 25 marzo ricordo di aver comunicato al lavoro che non sarei partita e che quindi il lunedì successivo ci sarei stata. Poi la svolta. Per lavoro mia madre aveva conosciuto tempo prima un radioprotezionista. Questo signore è stato davvero molto gentile. E' venuto a casa nostra e ci ha un pò spiegato quella che secondo lui era la situazione della centrale di Fukushima. Quali potevano essere i rischi e come potevamo evitarli. Ci avrebbe inoltre dato per il viaggio un dosimetro sotto forma di bracciale che avrebbe fatto poi analizzare al nostro ritorno.
La decisione era presa. Era giovedì 31 marzo.

giovedì 21 aprile 2011

Giappone 9.0

Non ho più postato niente, dopo che quella mattina dell'11 marzo mi sono alzata e ho letto del terribile disastro avvenuto in Giappone. Quel giorno si è infranto il mio sogno del secondo viaggio in quella terra tanto amata. Tante cose sono successe. Ho combattuto una battaglia. Ne sono uscita sconfitta. In Giappone ci sono andata. E sono anche tornata. Martedì!
Ma la storia è lunga e conto di raccontarla a breve!