domenica 8 agosto 2010

Quando il subconscio è nostro nemico

Ieri sera ho fatto la richiesta del moduli per il JLPT (acronimo per Japanese Language Proficiency Test). Si tiene a Milano o a Roma la prima domenica di dicembre ogni anno. Ho pensato che avere un obiettivo potesse incentivarmi ulteriormente nello studio. Studiare per il piacere di farlo va bene, ma avere la possibilità di mettersi alla prova per avere un riscontro di quanto si è studiato è sicuramente più elettrizzante. Non che io sia mai stata una grande amante degli esami, intendiamoci! Anzi, di norma preferisco evitare qualunque cosa che mi metta in agitazione più del necessario, però, riflettendoci, non sarebbe male avere un attestato che certifichi il mio livello di giapponese. Una quarta lingua nel curriculum non può certo guastare!
In ogni modo, se decidessi di sostenere l'esame, sarebbe comunque per il livello più basso, ovviamente. Infatti i livelli sono 5: l'N5 è il livello più basso fino ad arrivare al livello N1 che, stando a quanto ho letto, pare sia difficile da superare anche per un madrelingua *_*
Comunque non ho neppure fatto in tempo a prendere in considerazione l'ipotesi di sostenere l'esame per il livello N5 che stanotte ho sognato la prova! Avevo il foglio davanti ma non riuscivo a leggere una sola riga. Mi sforzavo ma era inutile. Provavo a copiare dal vicino di banco (vecchie e sane abitudini!!!) ma non riuscivo a leggere quello che aveva scritto. Così, finito il tempo, consegnavo il foglio inbianco. Sono passata poi alla parte di comprensione orale. Venivo sistemata nella cabina di una ruota panoramica (tipica postazione da esame no! -_-') e sentivo il dialogo solo quando la mia cabina passava vicino all'altoparlante. Anche qui ho consegnato il foglio in bianco. Ovviamente non ho passato l'esame e mi sono ripromessa che mai più mi sarei messa in gioco dato che non ne ero all'altezza.
Grazie subconscio per la fiducia accordatami......!

Nessun commento:

Posta un commento