mercoledì 14 luglio 2010

Tokyo 10° (e ultima) parte

Con estrema lentezza sono arrivata alla conclusione del racconto del viaggio. Purtroppo mi servirebbero giornate molto più lunghe per poter avere tempo di fare tutto quello che mi piace! Questa mattina ho avuto l'ultima lezione di giapponese. Mi fermo fino a settembre. In questi due mesi di pausa vorrei riprendere in mano un pò le lezioni viste fino ad oggi. Mi sembrava inutile accumulare regole su regole senza prima aver assimilato bene le basi. Devo anche ammettere che ogni tanto mi faccio prendere dallo sconforto e mi dico che non riuscirò mai ad impararla. E' difficile studiare quando si lavora e si ha anche una casa da seguire. Vorrei riprendere un pò in mano l'aerografo ma so che se ricomincio coi modellini ogni momento libero lo dedicherei alla pittura invece che allo studio! Già gli ho "rubato" del tempo dedicandomi al restyling del sito! Può sembrare esagerato ma il cammino che ho intrapreso lo avverto un pò come una responsabilità. E' vero, nessuno mi obbliga a proseguire, ma abbandonare significherebbe dimenticare tutto quello che ho imparato fino ad ora. L'Hiragana, il Katakana e i 300 kanji imparati diventerebbero un ricordo lontano! Avendo già studiato tre lingue, so che arriverà (arriverà?!!) il momento in cui giungerò in cima alla salita ed allora la strada mi sembrerà in discesa. Non nascondo che a volte mi sorprendo a fare sogni un pò ambiziosi che parlano di iscrizione all'università di lingue orientali di Bologna ma poi devo scacciare subito l'idea. Non potrei mai riuscire a far fronte ad un impegno così grande.
Ma torniamo a noi e al viaggio!

Mercoledì 22 Aprile
La sera prima, per pura combinazione, abbiamo scoperto che la BanDai non solo aveva la sede a Tokyo, ma addirittura l'aveva ad Asakusa! A 15 min di cammino dal nostro hotel! E' stata quindi fissata come prima tappa della mattina successiva. Ovviamente pioveva, faceva un gran freddo e il vento era fortissimo. Dover cercare dei luoghi quando piove e c'è vento è la cosa più scomoda del mondo, perchè con una mano tieni l'ombrello e con l'altra cerchi di guardare la cartina che ti si ritorce contro come un polipo dai mille tentacoli! Poi a Tokyo i nomi dei negozi e degli edifici non sono scritti sulla porta d'ingresso ma in cima, quindi con l'ombrello non si riesce a vedere niente! Comunque lo abbiamo trovato e l'entrata era libera. L'intero piano terra è dedicato all'esposizione dei modellini realizzati dalla BanDai. All'ingresso una teca con dentro un modellino alto 70 cm di Mazinga Z. In fondo alla sala un filmato mostra la sede produttiva e la realizzazione dei modellini in scatola di montaggio. Purtroppo è vietato scattare foto e una guardia si accerta che nessuno contravvenga al divieto, quindi non ho documentazione fotografica!







Giovedì 23 Aprile
Secondo (e definitivo) ultimo giorno. Purtroppo il giorno dopo avremmo avuto il volo di rientro.
Abbiamo trascorso l'ultima giornata tra Shibuya, Harajuku e Akihabara. Dell'inaspettata esperienza vissuta ad Akihabara ne ho già parlato qui, alla fine del post. Alla sera, un'altra incredibile sorpresa! Nel tornare alla stazione ci siamo trovati davanti al Gundam Café, che però avrebbe inaugurato il giorno successivo. Cavoli, sarebbe servito un peggioramento della situazione della nube vulcanica!!! Ma non è successo niente e il venerdì abbiamo lasciato Tokyo come previsto.
Questo il link al sito ufficiale del Gundam Café ad Akihabara.



Venerdì 24 Aprile




Tramonto su Francoforte

sabato 3 luglio 2010

Tokyo 9° parte

Lunedì 19 Aprile

Questo giorno è stato ribattezzato "il nostro primo ultimo giorno"! Il perchè è presto detto.
Purtroppo la vacanza era volta al termine e il mattino successivo avremmo dovuto prendere l'aereo per l'Italia. Abbiamo preparato le valigie, nonostante da qualche giorno si leggesse in internet che gli aeroporti europei fossero chiusi a causa dell'eruzione del vulcano islandese. A causa del fuso orario (a Tokyo eravamo 8h più avanti) non era facile avere informazioni in tempo reale.
Comunque abbiamo vissuto quella giornata come se fosse l'ultima e abbiamo rivisitato un pò i luoghi che ci erano piaciuti di più, aggiungendo una passeggiata notturna ad Asakusa, lungo le rive del Sumidagawa.




Il mattino successivo avremmo dovuto prendere lo Skyliner per Narita verso le 7 ma una telefonata preventiva all'aeroporto ci ha comunicato la "terribile" notizia. VOLO PER COPENHAGEN CANCELLATO. Eravamo bloccati a Tokyo con nessuna data fissata per il rientro!

Martedì 20 Aprile
E' stata una giornata un pò caotica e all'insegna della riorganizzazione del viaggio, in quanto abbiamo dovuto assicurarci che l'hotel avesse ancora disponibilità di camere, abbiamo dovuto prelevare altri soldi, avvisare rispettive famiglie e datori di lavoro del cambiamento di programma e siamo dovuti andare presso la sede della SAS di Tokyo per essere inseriti nella waiting list per il rientro.
In balia di questi eventi, ci siamo però concessi il pranzo presso l'Oregon Bar & Grill, un bellissimo ristorante a buffet in stile occidentale al 42° piano dello Shiodome City Center. Se si ha la fortuna di potersi sedere nella parte più in fondo della sala, la vista sulla Tokyo Tower è spettacolare!
Noi abbiamo avuto questa fortuna ma il tempo, ovviamente, era brutto!

Mercoledì 21 Aprile
Riprese in mano le redini della situazione e con prospettive abbastanza incerte per il rientro, abbiamo ricominciato la nostra vita da turisti e abbiamo visitato lo zoo di Ueno.
Questo è lo zoo più antico e uno dei luoghi simbolo del Giappone.
Ancor prima che si parlasse del nostro viaggio a Tokyo, Ryuta mi aveva fatto leggere una storia proprio su questo zoo, da cui emergeva quanto esso fosse tristemente legato agli eventi della Seconda Guerra Mondiale. Nel 1945, infatti, quando iniziarono i bombardamenti su Tokyo, l'armata giapponese diede ordine di uccidere tutti gli animali pericolosi ospitati nello zoo. In un primo momento lo staff si rifiutò ma poi dovette cedere di fronte all'ordine militare e procedette avvelenando il cibo somministrato agli animali. Tutti mangiarono tranne i 3 elefanti, John, Tonky e Wanly, i quali rifiutarono il cibo. Probabilmente avvertirono l'odore del veleno e preferirono lasciarsi morire di fame.
Ancora oggi, in Giappone, questo evento viene portato a simbolo della crudeltà della guerra.
Lo zoo è stato poi ricostruito e i recinti rimodernati, cercando di ricreare l'habitat naturale degli animali.

(Bambini dell'asilo che osservano ordinatamente il pavone che fa la ruota)

La giornata si è poi conclusa con un giro a Shibuya.