venerdì 14 maggio 2010

Tokyo 2°parte

Domenica 11 Aprile
Aprire gli occhi e sapere di essere a Tokyo, ti dà subito la scossa necessaria per uscire dal torpore, così ci siamo alzati e ci siamo incamminati verso la zona del Tempio Sensouji, a due passi dal nostro hotel. Il tempo purtroppo era brutto e il cielo, carico di nuvole grigie, minacciava pioggia.
In futuro, però, non avremmo più avuto la possibilità di godere della pace e della tranquillità che avvolgeva quel luogo all'alba. Infatti nei giorni successivi, passando più tardi, il tempio era sempre preso da assalto da turisti. Al mattino presto invece è visitato dagli abitanti del quartiere che, più o meno frettolosamente, rivolgono un saluto a Kannon Sama.




Una deserta Nakamise Dori


Kaminarimon

L'appuntamento era per le 10 a Shimbashi e avendo un largo anticipo, abbiamo deciso di fare una puntatina ad Akihabara! Quel quartiere, da noi tanto sognato, non poteva aspettare fino a lunedì! La mia mente aveva immaginato tantissime volte come potesse essere quella che viene definita l' Electric City. Una città nella città! Un'area immensa di negozi in cui trovare ogni tipo action figureo merchandaising! Il paradiso dell'otaku!
Invece no!
Akihabara è una strada. Una semplice via dove, su entrambi i lati, si alternano negozi di elettronica a negozi di anime.
Siamo però arrivati troppo presto. Erano circa le 9 e a Tokyo tutto apre alle 10! Ma nonostante tutto fosse chiuso non abbiamo potuto non notare file di persone che attendevano pazientemente l'ora di apertura. Quella mattina non siamo riusciti a capire perchè bisognasse fare la fila davanti al Club Sega, né sapevamo cosa fosse questo posto. Lo abbiamo capito dopo un po' di puntate ad Akihabara, quando ormai ci muovevamo come dei perfetti giapponesi!!


Il club Sega altro non è che una sala giochi di 8 piani! I primi due piani sono dedicati agli ufo catcher o aggeggi similari dove è possibile vincere il merchandising dei cartoni in voga al momento. Infatti, a differenza di quanto si possa pensare, non sono i negozi ad essere riforniti per primi, bensì le sale giochi! Non è difficile, infatti, vedere persone che giocano e rigiocano fino a vincere la stessa action figure 10 volte! Questo perchè le action figure finiranno sugli scaffali dei negozi e rivendute ad un prezzo superiore.
Come funziona? Ovviamente all'ingresso si viene accolti dal consueto irasshaimaseeee! dei ragazzi che lavorano lì e che, con tanto di microfono e tamburello, ti invitano a giocare! In linea di massima il prezzo è di 200 yen per un tentativo e di 500 yen per 3 tentativi. Il 99% delle volte si riesce ad agganciare la scatola ma a volte si sposta solo un po' e basta. A volte mantiene una posizione che permette ulteriori tentativi ma altre si gira o si rovescia. A questo punto, se fossimo in Italia, bisognerebbe abbandonare il gioco. Ma non a Tokyo! E' sufficiente fare capolino con la testa ed incontrare lo sguardo di un Sega Boy che, felicissimo, accorrerà in tuo aiuto rimettendo la scatola nella posizione corretta! Se poi è da un po' che tenti di vincere l'agognato modellino, non solo riposizionerà la scatola in modo corretto ma la metterà talmente vicina al buco in cui deve cadere che a quel punto sarà impossibile non vincerla! Il Sega Boy sarà il primo ad esultare per la vincita e prontamente si inginocchierà per imbustare il tuo premio!
Ovviamente anche noi siamo stati risucchiati dal vortice Sega, vincendo 5 action figure, 1 lenzuolo e la bacchettina di Evelyn! (Alcuni di questi oggetti li ho già caricati sul mio sito www.mymagicworld.it)
In Italia non ho mai giocato con queste macchinette. Un po' perché i premi non sono quasi mai belli, un po' perché le ho sempre definite “macchinette mangia-soldi”. Si potrebbe quasi dire che questi ufo catcher rispecchino l'indole dei due popoli: quelle italiane fregano i soldi, quelle giapponesi soddisfano il cliente!
Sebbene Akihabara si limiti in pratica ad una sola strada, ci vuole comunque un giorno intero per visitare tutti i negozi. Infatti, generalmente, ogni negozio non ha solo il piano terra ma ha almeno altri 7/8 piani!
Mi sono sempre immaginata che a Tokyo avrei potuto trovare tutti i gashapon e action figure delle maghette o degli anime vecchi, invece mi sono resa conto che, a conti fatti, gli anime che vanno per la maggiore si contano sulle dita di una mano. Quei 2 o 3 che sono in onda in quel periodo, Gundam, Evangelion e Ken. Basta! Gli altri tornano un po' in auge in occasione degli anniversari ma finiscono in fretta nel dimenticatoio.
Gundam invece è onnipresente! Tralasciando il fatto che ci siamo persi la ricostruzione in scala 1:1 di Odaiba e l'inaugurazione del Gundam Café fissata per il 24 aprile (giorno della nostra partenza...), non ho mai visto così tanti modellini di un unico personaggio! Scaffali e scaffali di Gundam piccoli, Gundam grandi, Gundam da pitturare, Gundam da assemblare.... Insomma un'invasione!
Qui di seguito la foto di un negozio a caso!

Ma di sicuro la sorpresa più grande l'abbiamo avuta l'ultima sera, passeggiando lungo la strada di Akihabara. Nello spiazzo antistante un palazzo, abbiamo visto un enorme testa di Gundam (che non è un nuovo tipo di offesa! “Sei proprio una testa di Gundam!” No! Non in questo senso!!) e una manciata di curiosi autoctoni che scattavano fotografie. In un angolo, due ragazze vestite in uniforme che distribuivano biglietti.


Dopo aver studiato un po' la situazione, abbiamo capito che il biglietto veniva assegnato a chiunque fosse interessato e dava diritto all'ingresso gratuito per vedere qualcosa di inerente al lancio del nuovo gioco online di Gundam, il Capsule Fighter. La presentazione era fissata per le 18.30 ed essendo le 18.15 abbiamo deciso di aspettare. Alle 18.30 precise (ovviamente!) le porte sono state aperte e ci hanno fatti accomodare in una sala allestita ad hoc con cartelloni, vetrinette espositive, postazioni pc di prova e maxischermo. La proiezione, abbastanza noiosa, con immagini random di Gundam, altro non era che un modo di temporeggiare fino all'arrivo di Asakawa Yu, una famosa doppiatrice giapponese, che si è prestata ad una lunga intervista, alternando momenti di gioco a momenti più seri, con una dimostrazione di doppiaggio! Insomma, un'esperienza unica del tutto inaspettata, degna della scena di un cartone animato! (segue)


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