lunedì 31 maggio 2010

Tokyo 4° parte

Martedì 13 aprile


Martedì ci siamo dati appuntamento all'uscita della stazione di Shinjuku ed è stato mentre aspettavamo che abbiamo notato un gruppo di persone munite di pettorina, sacchetto e pinza di plastica, aggirarsi per le strade. Dopo averli osservati per un po' abbiamo capito che queste persone (secondo me volontari) avevano l'incarico di raccogliere le pochissime cartacce buttate per terra.



Un turista noterà nel giro di pochissimo due cose fondamentali per quanto riguarda la spazzatura di Tokyo:
1 Non ci sono cestini
2 Non ci sono bidoni
Eppure per terra è rarissimo trovare cartacce o rifiuti.
Innanzi tutto è vietato fumare per strada. Questo non tanto per tutelare la salute dei non fumatori, quanto per evitare lo spiacevolissimo fenomeno del mozzicone buttato per strada. Quindi ci sono quelle che ho definito zone-ghetto! Sono piccole aree, aperte o chiuse, dove viene posizionato un cestino, intorno al quale si radunano i fumatori. E' abbastanza curioso vedere come i giapponesi, perennemente di fretta, debbano arrestare la loro corsa per poter fumare! Da quanto ho letto, comunque, da quando è stato preso questo provvedimento, la percentuale dei fumatori è diminuita in modo esponenziale!
Come dicevo, per strada non si trovano neppure cestini, se non quelli per la raccolta differenziata di fianco ai distributori di bevande.
Per i primi giorni abbiamo avuto la difficoltà di capire dove buttare i chewing-gum! In Italia le persone educate li buttano nei cestini mentre la maggior parte li sputano per terra, con il risultato che le strade e i marciapiedi sono lastricati di puntini bianchi e gommosi. A Tokyo ovviamente no! L'arcano è stato svelato il giorno in cui, esauriti i chewing-gum nostrani, abbiamo comprato una confezione di chewing-gum giapponesi! Al suo interno abbiamo trovato delle cartine in cui avvolgere il chewing-gum. Si presentava comunque la domanda di dove buttarlo, così li mettevamo nella borsa per poi buttarli la sera nel cestino della camera. Secondo me fanno così anche i giapponesi. Un giorno ho visto un ragazzo che dopo aver mangiato una banana, metteva la buccia in un sacchettino di plastica che già conteneva altri rifiuti per poi rimetterla nello zaino. Probabilmente anche loro di riportano il pattume a casa! Questo metodo funzionerebbe sicuramente anche in Italia, vero?!!!!! Se non ci fossero cestini ad ogni angolo non oso immaginare come ci ritroveremmo i parchi e le strade....
A Shinjuku abbiamo subito visitato la parte ovest, regno incontrastato dei grattacieli.




Siamo saliti al 45° piano del Tokyo Metropolitan Government Offices. L'ingresso è gratuito e dall'altezza di 200m si gode di una bellissima vista su Tokyo. Purtroppo l'umidità ci ha precluso la possibilità di vedere il Monte Fuji che si può vedere solo con l'aria tersa invernale. Si vedeva a fatica perfino la Tokyo Tower che da Shinjuku dista una manciata di chilometri.


Ci siamo poi diretti verso l'NS Building, dove all'interno è possibile ammirare l'orologio a pendolo più grande del mondo!



Ad est invece lo scenario cambia radicalmente e lo sguardo si perde tra grandi magazzini, ristoranti, negozi, hostess club per serate con accompagnatrici, locali di strip-tease e love hotels.


Devo ammettere che questa parte non mi è piaciuta molto. Non saprei spiegarne il motivo, ma, a pelle, sentivo che quel luogo mi trasmetteva un senso di disagio. Non avvertivo quella tranquillità e quel senso di ordine che invece ho percepito in altri luoghi. Ci siamo avventurati un po' troppo in periferia rendendoci conto di essere entrati nel quartiere coreano. La maggior parte delle insegne era in coreano, i bambini che uscivano da scuola non indossavano alcuna divisa e in generale l'atmosfera non era più così giapponese!
La serata si è conclusa con una vista a Roppongi Hills, uno spettacolare grattacielo dove dall'ultimo piano si gode di una vista a 360° sulla città di Tokyo. A differenza del Tokyo Metropolitan Government Offices, Roppongi Hills è a pagamento (circa 12 Euro!) ma è posizionato più al centro della città e molto più vicino alla Tokyo Tower. Inoltre siamo saliti di sera ed il paesaggio è davvero mozzafiato!





venerdì 14 maggio 2010

Tokyo 3°parte

Lunedì 12 Aprile

Lunedì ci siamo alzati di buon'ora e ci siamo incamminati alla volta della Fuji Elementary School. Avevo infatti visto che a pochi passi dal nostro hotel c'era una scuola elementare e abbiamo deciso di andare a vedere l'arrivo dei bambini. Il tempo era davvero pessimo e la pioggia torrenziale non ci ha dato la possibilità di goderci a pieno quello squarcio di vita reale. I bambini, rigorosamente in divisa, percorrevano in fila indiana i marciapiedi del quartiere. Come ci siamo accorti poco dopo, la Fuji è solo una delle tante scuole presenti in quel quartiere. Infatti, più si avvicinavano le 8, più i bambini in divisa aumentavano! Le caratteristiche diverse della divisa danno la possibilità di distinguere i bambini che si radunano in gruppetti, per poi raggiungere la propria scuola. E' incredibile vedere come bambini piccolissimi vengano abituati ad essere indipendenti già all'età di 5/6 anni. Infatti noi non abbiamo notato genitori che accompagnassero a scuola i figli e il clima di quella mattina era anche abbastanza rigido. Non solo la pioggia ma anche una temperatura non proprio piacevolissima (ci saranno stati più o meno 7°) ed un vento impietoso obbligavano questi piccoli a faticare per raggiungere le aule. Gonnellina o pantaloncini corti e gambe scoperte, scarpe da ginnastica, ombrellino, cartella rossa o nera e sacchetto per le scarpe di ricambio. Un certo carico per un bambino!
E' risaputo che la scuola giapponese sia molto dura e i bambini vengono preparati fin in tenera età ad entrare in una società dalle regole ben delineate e rigidissime. Questo è necessario ai fini di far funzionare una città con milioni di persone come Tokyo in modo praticamente perfetto.

Tokyo 2°parte

Domenica 11 Aprile
Aprire gli occhi e sapere di essere a Tokyo, ti dà subito la scossa necessaria per uscire dal torpore, così ci siamo alzati e ci siamo incamminati verso la zona del Tempio Sensouji, a due passi dal nostro hotel. Il tempo purtroppo era brutto e il cielo, carico di nuvole grigie, minacciava pioggia.
In futuro, però, non avremmo più avuto la possibilità di godere della pace e della tranquillità che avvolgeva quel luogo all'alba. Infatti nei giorni successivi, passando più tardi, il tempio era sempre preso da assalto da turisti. Al mattino presto invece è visitato dagli abitanti del quartiere che, più o meno frettolosamente, rivolgono un saluto a Kannon Sama.




Una deserta Nakamise Dori


Kaminarimon

L'appuntamento era per le 10 a Shimbashi e avendo un largo anticipo, abbiamo deciso di fare una puntatina ad Akihabara! Quel quartiere, da noi tanto sognato, non poteva aspettare fino a lunedì! La mia mente aveva immaginato tantissime volte come potesse essere quella che viene definita l' Electric City. Una città nella città! Un'area immensa di negozi in cui trovare ogni tipo action figureo merchandaising! Il paradiso dell'otaku!
Invece no!
Akihabara è una strada. Una semplice via dove, su entrambi i lati, si alternano negozi di elettronica a negozi di anime.
Siamo però arrivati troppo presto. Erano circa le 9 e a Tokyo tutto apre alle 10! Ma nonostante tutto fosse chiuso non abbiamo potuto non notare file di persone che attendevano pazientemente l'ora di apertura. Quella mattina non siamo riusciti a capire perchè bisognasse fare la fila davanti al Club Sega, né sapevamo cosa fosse questo posto. Lo abbiamo capito dopo un po' di puntate ad Akihabara, quando ormai ci muovevamo come dei perfetti giapponesi!!


Il club Sega altro non è che una sala giochi di 8 piani! I primi due piani sono dedicati agli ufo catcher o aggeggi similari dove è possibile vincere il merchandising dei cartoni in voga al momento. Infatti, a differenza di quanto si possa pensare, non sono i negozi ad essere riforniti per primi, bensì le sale giochi! Non è difficile, infatti, vedere persone che giocano e rigiocano fino a vincere la stessa action figure 10 volte! Questo perchè le action figure finiranno sugli scaffali dei negozi e rivendute ad un prezzo superiore.
Come funziona? Ovviamente all'ingresso si viene accolti dal consueto irasshaimaseeee! dei ragazzi che lavorano lì e che, con tanto di microfono e tamburello, ti invitano a giocare! In linea di massima il prezzo è di 200 yen per un tentativo e di 500 yen per 3 tentativi. Il 99% delle volte si riesce ad agganciare la scatola ma a volte si sposta solo un po' e basta. A volte mantiene una posizione che permette ulteriori tentativi ma altre si gira o si rovescia. A questo punto, se fossimo in Italia, bisognerebbe abbandonare il gioco. Ma non a Tokyo! E' sufficiente fare capolino con la testa ed incontrare lo sguardo di un Sega Boy che, felicissimo, accorrerà in tuo aiuto rimettendo la scatola nella posizione corretta! Se poi è da un po' che tenti di vincere l'agognato modellino, non solo riposizionerà la scatola in modo corretto ma la metterà talmente vicina al buco in cui deve cadere che a quel punto sarà impossibile non vincerla! Il Sega Boy sarà il primo ad esultare per la vincita e prontamente si inginocchierà per imbustare il tuo premio!
Ovviamente anche noi siamo stati risucchiati dal vortice Sega, vincendo 5 action figure, 1 lenzuolo e la bacchettina di Evelyn! (Alcuni di questi oggetti li ho già caricati sul mio sito www.mymagicworld.it)
In Italia non ho mai giocato con queste macchinette. Un po' perché i premi non sono quasi mai belli, un po' perché le ho sempre definite “macchinette mangia-soldi”. Si potrebbe quasi dire che questi ufo catcher rispecchino l'indole dei due popoli: quelle italiane fregano i soldi, quelle giapponesi soddisfano il cliente!
Sebbene Akihabara si limiti in pratica ad una sola strada, ci vuole comunque un giorno intero per visitare tutti i negozi. Infatti, generalmente, ogni negozio non ha solo il piano terra ma ha almeno altri 7/8 piani!
Mi sono sempre immaginata che a Tokyo avrei potuto trovare tutti i gashapon e action figure delle maghette o degli anime vecchi, invece mi sono resa conto che, a conti fatti, gli anime che vanno per la maggiore si contano sulle dita di una mano. Quei 2 o 3 che sono in onda in quel periodo, Gundam, Evangelion e Ken. Basta! Gli altri tornano un po' in auge in occasione degli anniversari ma finiscono in fretta nel dimenticatoio.
Gundam invece è onnipresente! Tralasciando il fatto che ci siamo persi la ricostruzione in scala 1:1 di Odaiba e l'inaugurazione del Gundam Café fissata per il 24 aprile (giorno della nostra partenza...), non ho mai visto così tanti modellini di un unico personaggio! Scaffali e scaffali di Gundam piccoli, Gundam grandi, Gundam da pitturare, Gundam da assemblare.... Insomma un'invasione!
Qui di seguito la foto di un negozio a caso!

Ma di sicuro la sorpresa più grande l'abbiamo avuta l'ultima sera, passeggiando lungo la strada di Akihabara. Nello spiazzo antistante un palazzo, abbiamo visto un enorme testa di Gundam (che non è un nuovo tipo di offesa! “Sei proprio una testa di Gundam!” No! Non in questo senso!!) e una manciata di curiosi autoctoni che scattavano fotografie. In un angolo, due ragazze vestite in uniforme che distribuivano biglietti.


Dopo aver studiato un po' la situazione, abbiamo capito che il biglietto veniva assegnato a chiunque fosse interessato e dava diritto all'ingresso gratuito per vedere qualcosa di inerente al lancio del nuovo gioco online di Gundam, il Capsule Fighter. La presentazione era fissata per le 18.30 ed essendo le 18.15 abbiamo deciso di aspettare. Alle 18.30 precise (ovviamente!) le porte sono state aperte e ci hanno fatti accomodare in una sala allestita ad hoc con cartelloni, vetrinette espositive, postazioni pc di prova e maxischermo. La proiezione, abbastanza noiosa, con immagini random di Gundam, altro non era che un modo di temporeggiare fino all'arrivo di Asakawa Yu, una famosa doppiatrice giapponese, che si è prestata ad una lunga intervista, alternando momenti di gioco a momenti più seri, con una dimostrazione di doppiaggio! Insomma, un'esperienza unica del tutto inaspettata, degna della scena di un cartone animato! (segue)


mercoledì 5 maggio 2010

TOKYO!!

L'esperienza Tokyo è finita ma grazie all'eruzione del vulcano islandese abbiamo potuto godere di 4 giorni extra!
Sapevamo che Tokyo ci sarebbe piaciuta ma non a tal punto! Di solito nelle città si trova sempre qualcosa che non piace, ma questa rasenta la perfezione! E' ovvio che viverla da turisti è molto diverso che viverla da abitanti ma di sicuro, Tokyo non può che lasciare un ricordo meraviglioso.
Mi ero riproposta, durante la vacanza, di scrivere sul blog le avventure di ogni giornata ma purtroppo non ce l'ho fatta. La stanchezza, a fine serata, era troppa!

Venerdì 9 e Sabato 10 Aprile
La parte più spiacevole è di sicuro legata al volo. 11 ore in aereo in economy class sono un supplizio indescrivibile. I seggiolini sono stretti e quando la persona davanti reclina il sedile, lo spazio vitale diventa talmente poco da non riuscire quasi a respirare.
Abbiamo viaggiato con la SAS ad un costo davvero vantaggioso. Due biglietti A/R sono costati 1360 Euro. Partenza da Bologna con scalo a Copenaghen ed infine Copenaghen-Tokyo.



Già l'arrivo all'aeroporto di Narita ti dà un assaggio di quella che è la cultura giapponese. Tutto è molto tranquillo e molto pulito. Abbiamo fatto il biglietto per lo Skyliner per raggiungere Ueno.


Il treno è partito puntualissimo e abbiamo raggiunto la stazione di Ueno in poco meno di un'ora. Per raggiungere l'hotel, ad Asakusa, abbiamo preso un taxi. Nonostante fossero le 13 e il check-in fosse fissato dalle 16 in poi, ci hanno comunque consegnato la chiave così abbiamo potuto rinfrescarci un po'. Poiché la fioritura dei sakura era ormai in stadio avanzato, abbiamo approfittato del bel tempo per fare una passeggiata nel parco di Ueno.
I giapponesi amano profondamente il periodo di fioritura primaverile dei ciliegi. Per quanto io mi ricordi non ho visto cartone in cui questi meravigliosi alberi non facessero da cornice alle vicissitudini dei protagonisti! E sinceramente non posso fare altro che condividere questo loro entusiasmo. I rami carichi di bellissimi fiori rosa confetto si specchiano sull'acqua o si stagliano alti nel cielo, formando incredibili scenari.











Il parco era gremito di gente e sotto ad ogni albero c'erano tanti gruppi di persone sdraiati a bere e mangiare su dei grandi teli di plastica blu o gialli. In Italia la serata si sarebbe conclusa con mucchi di rifiuti abbandonati sul prato ma non lì! I contenitori della raccolta differenziata venivano diligentemente riempiti per lasciare un parco assolutamente impeccabile! Da notare che è vietato entrare nel parco dopo le 23 e pur non essendo recintato non ho mai notato nessuno violare il divieto.
Verso sera eravamo talmente stanchi che abbiamo fatto rientro in hotel. Avevo letto dei problemi che causa il jet-lag ma devo dire che noi non abbiamo assolutamente accusato il colpo! Appena ci siamo appoggiati sul letto ci siamo addormentati per svegliarci la mattina dopo alle 5! (segue...)