martedì 26 maggio 2009

Renault Scénic e il peccato

E' notizia recente che l'ultima crociata della Chiesa è rivolta alla nuova pubblicità della Renault Scenic. Per chi non l'avesse mai vista ecco il video:

Questo video aveva già colpito la mia attenzione un paio di mesi fa e non mi ha stupito sentire che la Chiesa lo reputi un'istigazione al peccato e un calpestamento dei valori su cui si basa la famiglia.
Parlare di istigazione al peccato è forse un concetto un pò troppo forte ma ho trovato anch'io in questa pubblicità un'eccesiva leggerezza, quasi un'esaltazione, nel trattare un tema delicato come quello delle famiglie allargate. Lungi da me l'idea di fare della morale ed, in quanto atea, non mi schiererò neppure dalla parte dell'arcivescovo di Bologna che "ha scagliato la prima pietra", ma credo che ci voglia, come sempre, un pò di buon senso.
Matrimonio e figli ormai vengono affrontati come andare a comprare un vestito ai grandi magazzini: lo si indossa per un pò e poi lo si scarta e la pubblicità in questione non fa altro che sottolineare questa nuova tendenza.
Si stava meglio quando si stava peggio? Forse! Anche se credo che portare ad esempio la generezione dei miei nonni, che sono stati insieme nel bene e nel male, sia un pò anacronistico. Dico solo che si stanno perdendo i valori che dovrebbero stare alla base di una famiglia sana e forte. Non sono mai stata una fanatica della famiglia a tutti i costi. Non sono cresciuta immaginando il mio futuro come moglie e madre. Probabilmente essere figlia di genitori divorziati ha fatto sì che la mia visione della vita fosse un pò disincantata rispetto a quella di tante mie amiche. Eppure, sono convinta che una famiglia debba essere il nostro progetto più grande, nel quale investire tante energie, tanta pazienza e tanta dedizione. Ecco perchè credo che se non si è convinti non si debba intraprendere questo cammino. Non deve essere un tentativo fine a se stesso, soprattutto se ci sono dei figli, poichè questi ultimi hanno il diritto di crescere con entrambi i genitori. Perchè, per quanto si possa accettare una nuova realtà, la separazione dei genitori è sempre un trauma, a qualunque età esso sia vissuto, che carica i figli di un fardello troppo pesante.

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